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Lavori di ristrutturazione al Ristorante Il Tino*

16 marzo, 2018

Il Ristorante Il Tino* è stato protagonista di lavori di ristrutturazione dal 26 Febbraio al 15 Marzo

L’obiettivo – rivela Lele Usai – è quello di alzare l’asticella della qualità al Tino, riducendo il numero di tavoli da 12 a 8 ed aggiungendo una cucina a vista in sala, un modo per migliorare l’esperienza dei clienti, che mi vedono, insieme alla mia brigata, quasi fossimo in un acquario di vetro che si affaccia sulla sala.

Inoltre, la nuova conformazione del Tino mi permette di uscire di più dalla cucina, una cosa che amo fare e che mi consente di relazionarmi con il mio cliente, di coccolarlo.

La struttura, che ospita sia l’insegna stellata che la seconda tavola dello chef laziale, vedeva al piano inferiore un ingresso comune che si apre sul QuarantunoDodici – il ristorante con cucina di mare guidato dallo stesso Usai – e che permette al cliente di arrivare a Il Tino* dopo aver attraversato una seconda porta, che introduce nel mondo della cucina fine dining.

La scelta di separare gli ingressi del Tino e del QuarantunoDodici è nata per la nostra volontà di “raddoppiare” la proposta serale – dice Nico Stillitano, collegamento tra l’anima nautica e quella ristorativa di Nautilus – Da quando ha riaperto il Tino, infatti, i nostri clienti possono scegliere se vivere l’esperienza stellata della cucina di Daniele ai massimi livelli, o se godersi una serata meno impegnativa, con la garanzia comunque della firma di Daniele e di materie prime di alta qualità. Da un lato la cucina fine dining, dall’altro la cucina di mare fatta come si deve. 

Tre quindi sono stati i grandi cambiamenti per Il Tino*, che permettono ai clienti di vivere un’esperienza esclusiva in quello che oggi è un’insegna unica nel suo genere, con una struttura e degli arredi che permettono di perdersi nel contesto nautico circostante.

Il ristorante con una Stella Michelin da Marzo ha un ingresso separato, grazie alla costruzione di una scala esterna che permette al cliente di arrivare in un primo ambiente dedicato all’accoglienza per poi accedere alla sala.

Sono state divise le cucine dei due ristoranti, per creare una cucina a vista al piano superiore che permetta allo stesso chef di avere un occhio in sala e stringere una migliore sinergia con chi si siede ai sui tavoli.

Infine è stato ridotto il numero di tavoli de Il Tino*, che da 12 è passato a 8.

Con Nico e Stefano abbiamo deciso di creare una struttura incentrata sul cliente, riducendo il numero di coperti ed aumentando il focus sulla cucina, che fino ad ora nessuno poteva vedere, trovandosi al piano inferiore – racconta chef Usai – E’ un grande investimento che vale la pena affrontare per rendere l’esperienza dei nostri clienti ancora più unica.

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